Lo studio logopedico Parole in Gioco di Anagni (Frosinone)  fornisce consulenze, valutazioni e trattamenti logopedici delle seguenti patologie:

Inoltre si offre la possibiità di effettuare consulenza e valutazione neuropsichiatrica e neuropsicologica con specialisti di riferimento.

Nell'ambito della formazione si organizzano progetti di screening nelle scuole, aggiornamento insegnanti e corsi di prevenzione dei rischi vocali nelle professioni non artistiche.

L'afasia (dal greco ἀφασία mutismo) è la perdita della capacità di produrre o comprendere il linguaggio, dovuta a lesioni alle aree del cervello deputate alla sua elaborazione. Non rientrano nelle afasie quindi i disturbi del linguaggio causati da deficit sensoriali primari, da deficit intellettivi, da disturbi psichiatrici o da debolezza dell'apparato muscolo-scheletrico.

Descrizione

È causata da lesioni delle aree del cervello primariamente deputate all'elaborazione del linguaggio (area di Broca e area di Wernicke) o ad altre aree di connessione con diversi centri del cervello variamente implicati nella funzione. Queste aree sono collocate in genere nell'emisfero sinistro per i soggetti destrimani (nei rari casi in cui siano collocate nell'emisfero destro si parla di "afasia crociata"). Nei soggetti mancini, nel 60% dei casi si trovano nell'emisfero destro, mentre nel restante 40% nell'emisfero sinistro o in entrambe.

Le alterazioni comprese nel termine di afasia possono riguardare vari aspetti del linguaggio:

  • comprensione
  • produzione
  • ripetizione
  • strutturazione.

Il fenomeno quindi si può manifestare in vari modi: ad esempio può venire meno la capacità di riconoscere una parola o di scegliere la parola adatta. Una parola può essere sostituita con un'altra di significato diverso ma della stessa famiglia (ora invece di orologio), oppure può essere usata una parola sbagliata ma dal suono simile a quella giusta (zuccotto invece di cappotto), o una parola completamente diversa e senza alcun legame apparente con quella corretta; il disturbo inoltre può coinvolgere solo il parlato, la capacità di ripetere una frase, la strutturazione di un discorso di senso compiuto, o anche solo la capacità di scrivere. Spesso si accompagna ad altri disturbi, come la disartria o l'aprassia.

È stato osservato su molti individui affetti da questa patologia che la dimenticanza delle parole segue un ordine ben preciso, senza eccezioni: le prime parole ad essere dimenticate sono i nomi propri, poi i nomi comuni, seguono gli aggettivi e infine i verbi e le preposizioni.

Grazie alle capacità neuroplastiche del sistema nervoso centrale, più evidenti nei bambini e nei soggetti giovani, le abilità linguistiche perdute possono, a volte, essere recuperate grazie all'intervento di aree cerebrali adiacenti o interconnesse.

Cause

Le aree di Broca e di Wernicke

Qualsiasi disturbo cerebrale è in grado di causare un'afasia a patto che interessi l'emisfero dominante e le strutture deputate all'elaborazione del linguaggio. In ordine di frequenza si hanno:

  • Infarti cerebrali riguardanti solitamente rammollimenti dei territori dell'arteria silviana, della arteria cerebrale anteriore sinistra o della arteria cerebrale posteriore. Causano un'insorgenza grave acuta.
  • Attacco ischemico transitorio in cui l'afasia regredisce nel corso di alcune ore.
  • Emorragie cerebrali: grandi emorragie dei nuclei centrali, ematomi lobari, ma anche piccole emorragie talamiche
  • Processi espansivi (di solito tumori) emisferici sinistri, frontali o temporali, che causano un'afasia progressiva.
  • Processi degenerativi (atrofie cerebrali) caratterizzati da un progressivo deterioramento mentale in cui i disturbi del linguaggio rappresentano solo una parte dei sintomi.
  • Traumi cranici che sono responsabili di ematomi intracranici in particolar modo nel lobo temporale sinistro, contusioni cerebrali e trombosi arteriosa post-traumatica (carotide interna e arteria silviana).
  • Processi infettivi responsabili di un ascesso cerebrale o di un'encefalite.
  • Crisi epilettica parziale che può produrre afasie dell'ordine del minuto.
  • Attacco di emicrania con aura, nella sua fase prodromica (15-30 minuti).

fonte Wikipedia

La disfonia è uno dei disturbi della voce che va dalla raucedine fino all'afonia. In pratica con il termine disfonia si intende la difficoltà nel produrre una voce "fisiologica" indotta da cause che possono essere organiche o funzionali.

Cause delle Disfonie

La disfonia può essere sintomo di malattie:

  • Congenite (sulcus cordale, laringomalacia, condromalacia, diaframma laringeo, mancanza dell'epiglottide...);
  • Paralisi cordali (monolaterali o bilaterali, in adduzione o in abduzione);
  • Infiammatorie (acute; croniche: noduli cordali, polipi cordali, disfonia disfunzionale ipocinetica, disfonia disfunzionale ipercinetica, edema di Reinke...);
  • Endocrine
  • Psicogene;
  • Neoplastiche;
  • Infettive (meningite, difterite);
  • Lesioni vascolari del bulbo encefalico;
  • Disfonia della muta vocale;
  • Sclerosi laterale amiotrofica.

Proprio per questa varietà di cause scatenanti, è consigliabile arrivare alla diagnosi grazie ad una accurata laringoscopia indiretta.[1]

Trattamento

La terapia è strettamente correlata alla causa della malattia e può essere medica, chirurgica, riabilitativa logopedica o una combinazione di questi interventi.

 

fonte Wikipedia

Il disturbo specifico del linguaggio (DSL) è un disturbo evolutivo del linguaggio, detto "specifico" in quanto non è collegato o causato da altri disturbi evolutivi del bambino, come ad esempio ritardo mentale o perdita dell'udito. Fa parte della famiglia dei Disturbi Evolutivi Specifici. Esso è indicato dalla sigla F80 nella classificazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e si trova nel capitolo 315 del manuale diagnostico americano DSM-IV.

I correnti sistemi di classificazione internazionali (ICD-10) definiscono il Disturbo Specifico del Linguaggio “una condizione in cui l’acquisizione delle normali abilità linguistiche è disturbata sin dai primi stadi dello sviluppo. Il disturbo linguistico non è direttamente attribuibile ad alterazioni neurologiche o ad anomalie di meccanismi fisiologici dell’eloquio, a compromissioni del sensorio, a ritardo mentale o a fattori ambientali. È spesso seguito da problemi associati quali le difficoltà nella lettura e nella scrittura, anomalie nelle relazioni interpersonali e disturbi emotivi e comportamentali”.[1]

I Disturbi Specifici del linguaggio sono spesso associati a difficoltà di coordinazione motoria, di funzionamento cognitivo, e a disturbi dell’attenzione. Un fattore importante è il deficit della memoria di lavoro fonologica, che tuttavia non sembra essere la causa di tutti i DSL. Alcuni studi ritengono che fattori importanti siano quelli genetici e quelli ambientali. [2]

Il DSL colpisce circa il 6-8% della popolazione mondiale, con un rapporto 2:1 tra maschi e femmine, e colpisce spesso entrambi i membri di una coppia di gemelli monozigoti. Spesso il DSL è ereditario. Alcuni casi sembrano collegati con i geni FOXP2 e USP10. Vi si associano problematiche motorie e Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA).

Vi sono 3 tipi di disfasie: della comprensione, della produzione e dell'articolazione.

Alcuni bambini affetti da DSL possono acquisire il linguaggio seguendo lo stesso percorso di bambini con uno sviluppo normale, ma più lentamente. La variabilità interindividuale è notevole, ma in generale si segnala una maggior difficoltà con la morfologia e la fonologia. Per esempio, un parlante nativo di inglese affetto da DSL potrebbe avere problemi con l'uso del morfema del perfetto "-ed".

Le cause dei disturbi specifici del linguaggio sono 4:

  • Il linguaggio per questi soggetti è troppo veloce in quanto non vi è la capacità di discriminare i suoni e le sillabe.
  • Compromissione della memoria implicita del linguaggio, organizzata nei gangli della base. Vi è un apprendimento conscio del linguaggio e l'uso della memoria consapevole. Vi è un deficit del cromosoma 7q31.
  • Anomalie parassistiche del sonno paradossale (non-REM) che influsce con la memoria semantica del linguaggio.

Micromalformazioni cerebrali, ossia la corteccia cerebrale risulta in alcuni punti disorganizzata. Alla base di ciò vi è un'allergicità tra madre e bambino durante la gravidanza in quanto solitamente vi sono minacce d'aborto.

  • Disturbi della memoria procedurale.

Le batterie di valutazione del linguaggio sono composte da 5 dimensioni chiamate compiti:

  • Articolazione e controllo oromotorio che considera la capacità di associare un movimento ad un dato fonema;
  • Controllo fonemico: individua la capacità di produrre un fonema
  • Denominazione: giudica la capacità di assegnare delle etichette verbali agli oggetti
  • Ripetizione: considera la capacità di elaborare ciò che si ascolta
  • Fluenza verbale: misura l'abilità della memoria procedurale e della memoria implicita del linguaggio.

Da 0 a 3 anni si utilizza la Scala McArthur o la TPL (Test del Primo Linguaggio), da 3 a 6 anni si utilizza il TVL (Test di Valutazione del Linguaggio) e da 6 a 12 anni vi è la 4-12.

Vi sono in oltre le disfasie evolutive così denominate per la loro modalità di trasmissione genetica. I soggetti con disfasie evolutive hanno difficoltà a discriminare il linguaggio alla normale velocità d'eloquio ossia a discriminare stimoli in rapida successione.

Michael Merzenich e Paula Tallal condussero alcuni esperimenti su alcuni soggetti con disturbi specifici del linguaggio. L'esperimento consisteva nel far ascoltare a questi soggetti per un mese, un'ora al giorno, suoni fortemente striati. Questo linguaggio "allungato" veniva poi progressivamente riportato alla normalità. Dopo un mese d'addestramento i soggetti recuperavano un anno di comprensione del linguaggio

 

fonte Wikipedia

I Disturbi Specifici di Apprendimento interessano alcune specifiche abilità dell’apprendimento scolastico, in un contesto di funzionamento intellettivo adeguato all’età anagrafica. Sono coinvolte in tali disturbi: l’abilità di lettura, di scrittura, di fare calcoli. Sulla base dell’abilità interessata dal disturbo, i DSA assumono una denominazione specifica: dislessia (lettura), disgrafia e disortografia (scrittura), discalculia (calcolo).


Secondo le ricerche attualmente più accreditate, i DSA sono di origine neurobiologica; allo stesso tempo hanno matrice evolutiva e si mostrano come un’atipia dello sviluppo, modificabili attraverso interventi mirati. Posto nelle condizioni di attenuare e/o compensare il disturbo, infatti, il discente può raggiungere gli obiettivi di apprendimento previsti. E’ da notare, inoltre (e ciò non è affatto irrilevante per la didattica), che gli alunni con DSA sviluppano stili di apprendimento specifici, volti a compensare le difficoltà incontrate a seguito del disturbo.


1.1 La dislessia
Da un punto di vista clinico, la dislessia si manifesta attraverso una minore correttezza e rapidità della lettura a voce alta rispetto a quanto atteso per età anagrafica, classe frequentata,istruzione ricevuta. Risultano più o meno deficitarie - a seconda del profilo del disturbo in base all’età - la lettura di lettere, di parole e non-parole, di brani. In generale, l’aspetto evolutivo della dislessia può farlo somigliare a un semplice rallentamento del regolare processo di sviluppo. Tale considerazione è utile per l’individuazione di eventuali segnali anticipatori, fin dalla scuola dell’infanzia.


1.2 La disgrafia e la disortografia
Il disturbo specifico di scrittura si definisce disgrafia o disortografia, a seconda che interessi rispettivamente la grafia o l’ortografia. La disgrafia fa riferimento al controllo degli aspetti grafici, formali, della scrittura manuale, ed è collegata al momento motorio-esecutivo della prestazione; la disortografia riguarda invece l’utilizzo, in fase di scrittura, del codice linguistico in quanto tale. La disgrafia si manifesta in una minore fluenza e qualità dell’aspetto grafico della scrittura, la disortografia è all’origine di una minore correttezza del testo scritto; entrambi, naturalmente, sono in rapporto all’età anagrafica dell’alunno. In particolare, la disortografia si può definire come un disordine di codifica del testo scritto, che viene fatto risalire ad un deficit di funzionamento delle componenti centrali del processo di scrittura, responsabili della transcodifica del linguaggio orale nel linguaggio scritto.


1.3 La discalculia
La discalculia riguarda l’abilità di calcolo, sia nella componente dell’organizzazione della cognizione numerica (intelligenza numerica basale), sia in quella delle procedure esecutive e del calcolo.
Nel primo ambito, la discalculia interviene sugli elementi basali dell’abilità numerica: il subitizing (o riconoscimento immediato di piccole quantità), i meccanismi di quantificazione, la seriazione, la comparazione, le strategie di composizione e scomposizione di quantità, le strategie di
calcolo a mente. Nell’ambito procedurale, invece, la discalculia rende difficoltose le procedure esecutive per lo più implicate nel calcolo scritto: la lettura e scrittura dei numeri, l’incolonnamento, il recupero dei fatti numerici e gli algoritmi del calcolo scritto vero e proprio. 

 

1.4 La comorbilità
Pur interessando abilità diverse, i disturbi sopra descritti possono coesistere in una stessa persona - ciò che tecnicamente si definisce “comorbilità”.
Ad esempio, il Disturbo del Calcolo può presentarsi in isolamento o in associazione (più tipicamente) ad altri disturbi specifici.
La comorbilità può essere presente anche tra i DSA e altri disturbi di sviluppo (disturbi di linguaggio, disturbi di coordinazione motoria, disturbi dell’attenzione) e tra i DSA e i disturbi emotivi e del comportamento. In questo caso, il disturbo risultante è superiore alla somma delle singole difficoltà, poiché ognuno dei disturbi implicati nella comorbilità influenza negativamente lo sviluppo delle abilità complessive.

 

(linee guida allegate al DM 12 luglio 2011)

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